estraniazione e alienazione PDF Stampa E-mail
Pensieri - Storia, attualità, cultura

 - In questo "sistema", purtroppo dominante, il lavoro, a qualsiasi livello, è solo estraniazione. A tutti i livelli dell'attività produttiva il lavoro è alienazione attiva, cioè, alienazione dell'attività, attività dell'alienazione. Insomma,  è un mostro che si nutre della mente e del corpo. Il lavoratore non si afferma ma si nega nel suo lavoro, non libera energie ma "sfinisce il suo corpo e distrugge il suo spirito".

Questo processo di dissoluzione poi si risolve in diversi livelli. La sofisticazione ideologica della filosofia materiale del capitalismo sa come rimescolare le carte in modo abietto e sublime.

Da un lato il lavoratore si sente alienato nel lavoro, di conseguenza solo quando è fuori dal lavoro si sente presso di sé, è a casa propria se non lavora e se lavora non è a casa propria (Marx). Quindi solo nel tempo libero ci si sente presso di se e felici, coltivando le proprie “passioni”. Di qui la “filosofia” del tempo libero, della vacanza, del week end.

Dall' altro l'ideologia aziendale rifornisce (munisce) il lavoratore di una coscienza di riserva (cioè, una falsa coscienza) un tradimento di se stesso che lo porta a identificarsi con il suo lavoro alienato e con l'azienda, e a considerare "tempo perso" tutto quello che non trascorre in azienda.